lunedì 27 luglio 2009

"L'Italia del Giro d'Italia"

L'idea del libro di Daniele Marchesini (professore di Storia contemporanea dell'Università di Parma) è quella di delineare uno scorcio di storia d'Italia attraverso la storia subalterna della manifestazione principe del ciclismo italiano, il Giro. Non si parla di imprese o di albi d'oro, cioè se ne parla ma in modo riflesso, perché anche quei dati e quelle statistiche sono documenti che si intrecciano con la storia del nostro Paese. Ma se ne parla proprio inserendoli all'interno di un contesto ben più ampio e sfaccettato da interpretare. Anche l'epopea dei «forzati della strada» diventa un indizio ulteriore da inserire sulla via della decifrazione della mappa della Storia. Marchesini ricorda che l'avvento del velocipede (come si battezzò la bicicletta nell'italiano di fine Ottocento) fu fra i principali segni prodotti e fra le principali molle dell'avvio dell'incipiente società di massa («Scandalo! E fu ciclismo», così titola ad esempio uno dei primi capitoli di quella che è la più importante opera sul ciclismo pedalato dell'editoria italiana che conosco, l'Enciclopedia Illustrata del Ciclismo in quattro volumi della De Agostini).

Continua a leggere...

sabato 25 luglio 2009

Tour, cerotti e voglia di ritiro. 60 anni fa l'impresa di Coppi

Vi riportiamo un articolo di Gianni Mura apparso sul quotidiano "La Repubblica" venerdì 24 luglio 2009, giorno in cui Alberto Contador, vincendo la crono ad Annecy ha messo una seria ipoteca sulla vittoria del 96° Tour De France.

Continua a leggere...

giovedì 9 luglio 2009

"Coppi e il diavolo"

Il volume segue le tappe della carriera del Campionissimo con grande realismo e la cronaca dell'ambiente sportivo è fedele come può esserlo la testimonianza di un critico che in quegli anni era già in pista.

Continua a leggere...

giovedì 2 luglio 2009

CANTAGIRO: "Diavolo rosso"

Giovanni Gerbi fu un ciclista astigiano che corse a cavallo tra l’800 e il 900 (1885-1955) soprannominato “Diavolo Rosso”, fu uno dei pionieri del ciclismo. La leggenda narra che il nome gli venne affibiato quando, durante una fuga, capitò nel bel mezzo di una processione. Il parroco, vedendo questo “diau” (diavolo in piemontese) vestito con la sua tradizionale maglia da corsa di colore rosso, lo investì con questo epiteto. Agli inizi del secolo (nel 1902) Gerbi vinse la Milano-Torino con quasi mezz'ora sul secondo. Raccontano le cronache che, quando il corridore giunse sul rettilineo finale di Corso Casale, mancava ancora lo striscione del traguardo. Molti anni più tardi, un altro celebre astigiano Paolo Conte gli dedicò questa canzone proprio dal titolo “Diavolo rosso” contenente nel suo album “Appunti di viaggio” datata 1982. Proprio ad Asti è nata un'associazione no profit denominata "Diavolo rosso".

Continua a leggere...