domenica 31 maggio 2009

Menchov il migliore. Danilo che cuore! Garzelli sempre presente. Boasson Hagen il futuro. Deludono Cunego e Gibo


Al termine della 92 edizione del Giro d'Italia, meglio ricordata come l'edizione del Centenario diamo le pagelle di fine Giro.

PROMOSSI:
MENCHOV 10: Il russo provi a staccarlo, ma è sempre lì. Tutti dopo il Blockhaus
tutti pensavano che il russo fosse alla frutta. Invece non si stacca sul Vesuvio e anticipa a Frosinone sul traguardo con abbuoni Di Luca. Chiude con una super crono, 10° nonostante una caduta all’ultimo cronometro. Invicibile. Maglia Rosa.
DI LUCA 9 : L’abruzzese tutta grinta ci teneva tantissimo a vincere per se per la sua gente. Aveva preparato al meglio il Giro. Forma invidiabile se dato da fare come un matto per gli abbuoni e per staccare il russo Menchov. Chiude secondo a 41’’ dal russo arriva sfinito. Ha dato il massimo anche nell’ultima crono, ma era sfinito. La Lpr ha tirato per quasi tutto il Giro dando tantissimo per il proprio capitano, forse qualche errore di tattica nella tappa di Bologna. Cuore impavido.
PELLIZOTTI 8: Alla vigilia del Giro la Liquigas è accreditata di due capitani. Ma tutti credono sia Basso il leader. Invece il Delfino di Bibione con la sua costanza e la crescita nella seconda settimana con vittoria sul Blockhaus e secondo posto sul Vesuvio, consegnano al biondo Liquigas il podio sfiorato per due secondi l’anno scorso. Conferma.
GARZELLI 8: Tra le più belle sorprese del Giro. Senza la débacle dell’Alpe di Siusi avrebbe lottato per il podio. Maglia Verde, tra i migliori in salita tanti piazzamenti e due ottime cronometro. Stato di forma invidiabile. Dopo il Giro vinto, il miglior Garzelli nella corsaRosa, dopo anni di mediocrità. Campione ritrovato.
SCARPONI 8: il signor sorriso porta a casa due vittorie con uno scatto da finisseur a Benevento, ma soprattutto il successo a Mayrhofen dopo 200km di fuga. Mister Fuga.
BOASSON HAGEN 7.5: il campione Norvegese raccoglie il successo a Chiavenna, piazzamenti e vittoria della cronosquadre e terzo tempo nella crono di Roma. Futuro campione delle gare di un giorno. Impressionante.
SEELDRAYERS 7: il ragazzone della Quickstep porta a casa la Maglia Bianca. Non cede nella terza settimana, si difende in salita e va bene a cronometro. Futuro.
F. MASCIARELLI 7: Francesco Masciarelli insieme a Garzelli è la bella sorpresa dellAcqua & Sapone. Il 22enne abruzzese si toglie la soddisfazione di piazzarsi secondo nella classifica maglia Bianca e il 17° posto nella Generale. Un ragazzo che tiene le tre settimane ha un lungo futuro davanti a se. Promessa.
PETACCHI 7: Ale-jet non ha una squadra al servizio per le volate deve arrangiarsi. Litiga con l’imberbe Farrar, ma porta a casa anche due successi individuali. Tira per Di Luca anche in avvio di salita e in pianura. Campione maturo.
CAVENDISH 7: il ragazzo dell’Isola di Man ha vinto la sfida a tu per tu con Petacchi, ma con una squadra al servizio, indossa dopo la cronosquadre la maglia Rosa. Prende mezzo voto in meno per via dell’abbandono del Giro. Prepara il Tour. Sprinter.
BASSO 6.5: Ivan alla vigilia era tra i favoriti, ma i due anni lontani dalle corse si fanno sentire quando occorrono i cambi di ritmo. Ha provato spesso in salita, ha aiutato Pellizotti sul Vesuvio. Attende La Vuelta. Ritrovato.
ARMSTRONG 6.5: A dispetto delle 12 viti in una clavicola rotta a poco più di un mese dall’inizio del Giro e dopo 3 anni di inattività il texano onora la sua prima al Giro. Chiude al 12° posto e sarà grande protagonista al Tour, in crescita nell’ultima settimana. Bentornato Lance.


BOCCIATI:
VISCONTI 5.5: il capitano della Isd chiude un Giro opaco con 18’’di ritardo da Konovalovas nell’ultima crono. Non ha trovato mai la fuga giusta. A Benevento era tra i favoriti ma ha trovato un super Scarponi. Opaco.
LEIPHEIMER 5: L’americano alla vigilia era tra i candidati alla vittoria secondo Lance Armstrong. Mai visto, mai in luce il 6° posto finale è merito anche di Lance ePopovych suoi gregari quando è andato in difficoltà. Assente.
DAVIS 4: il velocista Quickstep conquista alcuni piazzamenti ma sfigura a confronto con i vari Cavendish, Petacchi, per non parlare dei vari Swift e Farrar, ma anche da Gilbert nel finale di Anagni. Lento.
CUNEGO 3: è il più grande enigma del ciclismo italiano degli ultimi anni. Deve decidere se diventare un corridore da corse di un giorno o a tappe. Ma quest’ultima opzione non viene avvalorata dai risultati. 19° posto a 28’39’’ da Menchov, non si è mai visto tranne che in una fuga. Fallimento.
SIMONI 2: L’età lo condanna. Un corridore finito che prova a fare classifica. Non ha i tempi. Prova di orgoglio sul Vesuvio, poi nulla. Ammette di aver sbagliato ad interpretare il Giro, doveva puntare a far bene una tappa. Finito.


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Menchov batte anche la sfortuna. Il Giro del Centenario è suo. La crono a Konovalovas.


ROMA- 31 maggio 2001- Denis Menchov è l’uomo in Rosa. Trionfo del russo della Rabobank alla 92° edizione del Giro nell’anno del Centenario.

Di Luca ci prova con una bici con le appendici per disegnare al meglio le curve, Menchov con una bici per la crono. Finale thriller inizio con l’asfalto asciutto, la pioggia a metà gara e la pioggia che si rifà viva nel finale quando in gara ci sono Di Luca e Menchov. Poi l’avvio boom di Danilo, la rimonta di Menchov e la caduta all’ultimo chilometro in un tratto rettilineo, quando con i sampietrini il russo perde una ventina di secondi per la caduta, ma le escoriazioni per la caduta vengono neutralizzate con la grande voglia di vittoria del campione russo che senza la caduta avrebbe vinto anche la tappa persa per 24’’, con 21’’di vantaggio su Di Luca. Tappa che va a Konovalovas il lituano della Cervélo, poi Wiggins a 1’’ ma con pioggia negli ultimi 3km e Boasson Hagen con 7’’ di ritardo. Bene Pinotti che sotto la pioggia perde 29’’ dai primi. Basso e Sastre senza strafare così come Pellizotti. A Di Luca la ciclamino, Garzelli la maglia verde, Seeldrayers la bianca.

CLASSIFICA GENERALE
1.Menchov 2. Di Luca a 41’’ 3. Pellizotti a 1’59’’ 4. Sastre a 3’46’’ 5. Basso a 3’59’’ 6. Leipheimer a 5’28’’ 7. Garzelli 8’43’’ 8. rogers 10’01’’ 9. Valjavec 11’13’’ 10. Bruseghin a 11’28’’.

CLASSIFICA DI TAPPA
1. Konovalovas 2. Wiggins 1’’ 3. Boasson Hagen 7’’ 4. Popovych 11’’ 5. Bruseghin 16’’ 6.Visconti 18’’ 7. Devenyns 20’’ 8. Tjallingii 21’’ 9. Garzelli 23’’ 10. Menchov 24’’.

PAGELLE DI TAPPA

PROMOSSI

MENCHOV 10- Vince il Giro da dominatore. Parte cauto poi vede che Di Luca non molla un metro e inizia a far sul serio cercando di vincere anche la tappa. Nemmeno la caduta lo scoraggia. Indomabile.
DI LUCA 8 – Danilo prova a fare il massimo cercando aiuto nelle condizioni meteo, ma deve arrendersi al più forte. Grinta
KONOVALOVAS 7- Il lituano è il meno atteso, ma vince in uno scenario mozzafiato regalandosi un successo che vale una carriera. Giornata memorabile.

BOCCIATI:
LEIPHEIMER 5.5- va piano l’americano che parte quando la strada sta per asciugarsi e non ci mette la grinta per vincere la tappa lui che è un cronoman. Lento.


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Presentazione ultima Tappa-Crono di Roma

Ed eccoci all'ultima presentazione di questo giro del Centenario. Menchov è pronto alla consacrazione mentre gli altri vorranni chiudere bene... Giro, Benvenuto a Roma!

IL PERCORSO:
Prendete il percorso del 110open (l'autobus turistico più famoso della Capitale), levategli le fermate intermedie e avrete fatto la crono di 14.4 km di oggi. Si parte da Colosseo, si arriva fino a piazza Venezia attraversando i fori imperiali. Da qui si raggiunge via Nazionale fino a porta Pia e poi Corso Italia (Un percorso molto noto a noi studenti di Scienze della Comunicazione) fino a piazza del Popolo.
Il giro di boa è a San Pietro, dove i ciclisti torneranno indietro per attraversare via del Corso, di nuovo piazza Venezia e poi Circo Massimo.
Il traguardo è posto proprio 300 metri dietro la partenza.

LA LOTTA PER LA MAGLIA ROSA:
Ormai ha vinto Menchov. Zero speranze per chiunque

IL PRONOSTICO:
Fasto: vince Menchov

LA PLANIMETRIA:


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sabato 30 maggio 2009

Gilbert è un fulmine. Di Luca stanco consegna il Giro a Menchov.


ANAGNI (FROSINONE)- 30 maggio 2009- Tutti aspettavano Danilo Di Luca con le braccia alzate sul traguardo di Anagni, adatto alle sue capacità. Ma la notizia del giorno non la fa un arrivo bensì un traguardo volante con abbuoni. A Frosinone infatti Petacchi sembra lanciare Di Luca, ma Danilo non ha la gamba dei giorni migliori e viene superato da Menchov che guadagna altri 2''. All'arrivo lo scatto ai -1500m di Gilbert,un appannamento fisico di Di Luca e magari il morale a pezzi proprio per il traguardo volante fanno sì che il Giro sia virtualmente di Menchov. La crono di Roma è più adatta al russo e a meno di straordinari eventi nei 14,4km della crono la maglia Rosa resterà del russo.


LA GARA- La 20° tappa vede partire la carovana da Napoli e prevede dopo 203 km l'arrivo ad Anagni, dopo aver costeggiato la costa domitiana e l'entroterra ciociaro. Dopo 5km provano l'allungo 8 corridori tra i quali: Bonnafond, De Bonis (corridore di Isola Liri), LAstras e Gomez Gomez oltre a Forster. A Mondragone brutta caduta nel gruppo di Lopez Garcia che rimasto a terra riporta una ferita all'arcata sopraccigliare e un trauma cranico, viene ricoverato all'Ospedale di Mondragone.
La fuga raggiunge un vantaggio massimo di sette minuti. Poi a Cassino il gruppo ricuce sulla fuga.

FROSINONE- Al traguardo di Frosinone c'è il colpo di scena che decide il Giro. La Lpr prepara la volatina a Di Luca. Petacchi lancia Di Luca, ma si accorge che alle proprie spalle c' è Menchov, Di Luca ha perso la sua ruota e allora recupera il russo per evitargli ulteriori secondi d'abbuono. Brutto segno per Di Luca gamba dura. Bordonali raggiunto dalla moto Rai confida che pensava che il traguardo si trovasse in discesa e non in salita. Errore poco professionale se pensiamo che Di Luca stava cercando di riprendersi il Giro con i secondi del Traguardo volante. Grazie allo sprint escono dal gruppo Fothen e Brutt ma i due verranno ripresi dopo un pò.

ANAGNI- Il percorso di Anagni con gli ultimi 3km in lieve salita, viene compiuto 2 volte. Al primo giro scattano Szmyd e altri corridori che poi rilanciano l'azione. Sono: Pinotti, Tiralongo, e Uzarstski. Il gruppo chiude ai -1, 8 dal traguardo.
Mentre prova la Lpr a tenere unita la corsa, perte come un proiettile Gilbert della Silence Lotto, lo seguono "T blanche" Voeckler e Popovych che subito si attarda. Di Danilo nemmeno l'ombra. Gilbert con due fiammate si scrolla il martinicano della Bouygues e arriva sulk traguardo con 2'' di vantaggio. Per il terzo posto ancora un incredibile Garzelli che batte Allan Davis. 11° MEnchov 12° Di Luca. Giro finito.

LE PAGELLE

PROMOSSI
GILBERT 8- Grande prova negli ultimi 1500metri. Scatto che fa la differenza e azione da finisseur puro. Fulmine.
MENCHOV 7- Il Russo tatticamente perfetto.Da una mazzata al morale di Danilo al traguardo volante, dimostrando concentrazione massima anche sul minimo particolare. Freddo e vincente.
GARZELLI 7- Stefano anche senza vincere una tappa è stato uno dei grandi protagonisti per la classifica. Senza la débacle dell'Alpe di Siusi forse sarebbe stato in lotta per la Rosa, senz'altro per il podio. Il miglior Garzelli da anni. Campione.

BOCCIATI
DI LUCA 5.5- Danilo è stato generosissimo, le ha provate tutte per vincere questo giro a cui teneva particolarmente. Forse in qualche momento è mancato di lucidità preso dalla trance agonistica, come la folle rincorsa della squadra alla fuga della tappa di S. Luca. Ha corso senza risparmio, perde con onore ed esce a testa alta da questo giro. L'Eroe è stanco. Sfinito.
BORDONALI 4- Ammettere che non si conosceva la collocazione di un traguardo così importante per le sorti del Giro è stata un grande ammissione di colpa. Figuraccia.

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venerdì 29 maggio 2009

Sul Vesuvio brilla Sastre. Pellizzotti recupera qualcosa. Di Luca non stacca Menchov. Giro chiuso? Di Luca aspetta Anagni.


VESUVIO (Napoli) 29 maggio 2009- Sastre dopo l’appannamento del Blockhaus, doma il Vesuvio e stacca Basso e gli altri grandi recuperando una posizione nella generale. Il primo dei grandi ad attaccare è stato Basso, poi ai -5km perde 10’’ da Sastre, poi attende Pellizzotti per lanciarlo verso la piazza d’onore. Immenso Di Luca che prova quattro volte a staccare il russo, ma Menchov è un’ombra. Di Luca terzo recupera solo 8’’ al capitano della Rabobank. Sastre senza l’errore del Blockhous poteva dire la sua per la vittoria finale.

LA GARA- Si parte da Avellino tra due ali di folla. Tappa tutta campana di 164km da Avellino al cratere del Vesuvio e ultimo arrivo in salita. Al km 16 scattano Mauro Facci della Quickstep, ennesima fuga per il 27enne, e Kryvstov, 30enne ucraino della Ag2r. Il vantaggio massimo dei due fuggitivi raggiunge i 7 minuti lungo un percorso dalla bellezza spettacolare con la costiera amalfitana paesaggi patrimonio dell’Unesco. Lungo il tragitto verso il Vesuvio ai -88km caduta per Armstrong, mentre in precedenza lungo la discesa era stato Menchov vittima di una foratura. Al Gpm di Picco Sant’Angelo evade dal gruppo Andryi Grivko. L’ucraino della ISD guadagna un punticino per la classifica della Maglia Verde. Foratura per Vanotti, mentre brutto episodio per Andriotto che in discesa lungo la costiera amalfitana rimane agganciato col braccio all’ammiraglia della propria squadra,. Il corridore scia con le scarpine sull’asfalto per 20-30 metri, poi riporta la fuoriuscita del braccio destro e si ritira dalla corsa. Ad Ercolano dopo circa 130km viene annullata la fuga. La Lpr sempre a tirare il gruppo ha qualche problema all’imbocco della salita, poco fuori l’abitato di Ercolano. Di Luca infatti torna all’ammirglia a prendere una borraccia, mentre davanti i suoi compagni non se ne accorgono e continuano a tirare. Poi sbandamento e la Liquigas inizia la salita a tutta.

VESUVIO- Anticipa la salita il ciociaro Agnoli della Liquigas. Inizia un caotico susseguirsi di scatti. Il primo a rispondere al gregario Liquigas è il siciliano Paolo Tiralongo della Lampre. Il Primo grande a muoversi è Ivan Basso ai -9km sul quale si portano Ochoa e Garzelli, che si dimostrerà non essere il Garzelli dei giorni scorsi. Arrivano anche i primi tre della classifica Menchov, Di Luca e Pellizzotti si marcano a vicenda. I primi a staccarsi sono Cunego, Giro disastroso per lui, e i due Columbia: Rogers e Lovkvist. Si marcano i due della Maglia Bianca: Seeldrayrs e Francesco Masciarelli. All’improvviso Carlos Sastre evade dal Gruppo Maglia Rosa e in scioltezza si riporta sul varesino della Liquigas, mentre Garzelli viene risucchiato dal gruppetto dei migliori. Ai -4,5km dal traguardo Sastre, l’uomo della Cervélo, stacca Basso. Mentre nel Gruppo Maglia Rosa Di Luca prova un paio di volte a staccare la comitiva con il Menchov e Pellizzotti. Poi è il “delfino di Bibione” che per quattro volte prova a staccare i primi due della generale.
Ai -2km per Basso è impossibile chiudere su Sastre e avvertito dal team manager Zanatta dello scatto di Pellizotti attende il compagno per dargli una mano seppur sfiancato dalla fatica. Di Luca insiste ma Menchov non lo molla. Sul traguardo Sastre arriva con 21’’ di vantaggio su Pellizotti (30’’ recuperati dal Liquigas negli ultimi 2km). Di Luca 30’’ con a ruota Menchov. A 35’’ Basso e a 53’’ Leipheimer. Garzelli a 1'15’’.

CLASSIFICA GENERALE MAGLIA ROSA: 1. Menchov 2. Di Luca a 18’’ 3. Pellizotti a 1’39’’ 4. Sastre 2’40’’.

PAGELLE

PROMOSSI:
SASTRE 8: Rovina i piani di Di Luca. Sottovalutato ancora una volta. Forse si pensava che dopo il Blockhaus e con l’ipotesi di vittoria che svaniva, il corridore d’Avila non avesse più stimoli. Sbagliato. Prestazione da Grimpeur puro. Guastafeste.
PELLIZOTTI 8: il “Delfino di Bibione” arriva stremato in cima al Vesuvio, ma nel finale recupera 30’’ al corridore spagnolo, purtroppo non bastano per vincere la tappa. Anche Basso (6.5) prova a dare una mano ma sono entrambi stremati per imprimere un ritmo ammazza-grandi. Grinta.
DI LUCA 7.5: la Lpr (voto 8) a tirare con Petacchi (7) che si sacrifica per il capitano. Poi Danilo spende qualcosina ai piedi della salita del Vesuvio perché fin li in testa poi perde le ruote dei compagni mentre davanti vanno a tutta. Ci prova in tutte le maniere a scrollarsi il russo, ma perde anche l’abbuono per l’attacco di Sastre, guadagnando solo il terzo abbuono che vale 8’’. Orgoglio e sacrificio.
MENCHOV 7: il russo quando viene attaccato non fa una piega. Battezza la ruota dell’uomo Lpr e non lo molla fino al traguardo. Può temere l’arrivo d’Anagni, favorevole a Di Luca, ma la crono è dalla sua. Giro in tasca? Francobollo.

BOCCIATI:
LEIPHEIMER 5.5: l’americano è sesto in classifica generale, ma non si è mai notato per un’azione personale. È arrivato sempre su del proprio passo e ha subito qualche crisi. Giro negativi per uno degli attesi protagonisti della vigilia. Sopravvalutato.
LOVKVIST E ROGERS 5: Ottimi come tutta la squadra nei primi dieci giorni, pagano nella terza settimana. Tutto sommato un buon giro, ma oggi son arrivati distaccati. Scarichi.
CUNEGO 3: Dov’ è Damiano? Si stacca da una ventina di corridori. Era tra i favoriti del Giro. Anche oggi assente ingiustificato. Surclassato fisicamente anche da Tiralongo e Bruseghin (voto 6- almeno oggi non arriva con distacchi elevati). Fallimento.

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CANTAGIRO: "Gimondi e il Cannibale"

Enrico Ruggeri omaggia Felice Gimondi nella sua celeberrima canzone ed il “Cannibale” Eddy Merckx. Gimondi, ciclista di notevole grinta e talento, sempre pronto ad approfittare dei momenti di difficoltà degli avversari per attaccare di rimessa. Questa sua prerogativa gli permise di ottenere numerosi importanti successi nonostante la sua carriera sia coincisa in gran parte con quella del "cannibale" Eddy Merckx, molto più forte sul piano atletico. Per l'essersi spesso piazzato alle spalle di Eddy Merckx è stato a volte soprannominato l'eterno secondo. Tuttavia è stato anche l'avversario principale e l'antagonista più combattivo del campione belga.


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giovedì 28 maggio 2009

Bis di Scarponi a Benevento, domani c’è il Vesuvio

BENEVENTO – 29 maggio - Doveva essere una tappa per velocisti, e invece chi si aspettava il tris di Petacchi è rimasto deluso. Sul traguardo di Benevento a bissare il successo è stato Scarponi (Diquigiovanni-Androni) e a regolare un piccolo gruppetto formato da sei corridori. Il gruppo è arrivato sul traguardo a quasi quattro minuti di ritardo. Immutata la classifica generale e domani c’è la grande sfida con l’arrivo in salita sul Vesuvio.
LA TAPPA – Il 29enne marchigiano Michele Scarponi ha battuto in volata i compagni di fuga andando a cogliere il secondo successo di tappa in questo Giro dopo quello di Mayrhofen e il quarto di una stagione fin qui davvero ottima: sue anche una tappa e la classifica finale della Tirreno-Adriatico. Scarponi ha avuto la meglio sul colombiano Cardenas, e sull’americano Pate, quarto Bak. Il gruppo della maglia rosa è arrivato con un ritardo di poco inferiore ai quattro minuti. Tutte le squadre riescono a piazzare un uomo nella fuga di giornata: Popovych e Zeits (Astana), Pate e Dean (Garmin), Bosisio (LPR), Scarponi e Bertolini (Diquigiovanni), Francesco Masciarelli (Acqua & Sapone), Cardenas (Barloworld), Voeckler (Bbox), Lopez Garcia (Caisse d'Epargne), Deignan (Cervelo), Visconti e Grabovskyy (ISD), Gavazzi (Lampre), Quinziato (Liquigas), Devenyns e Seeldrayers (Quick Step), Ljungblad (Silence-Lotto), Lövkvist e Siutsou (Columbia), Petrov (Katusha), McCartney e Bak (Saxo Bank), Vorganov (Xacobeo). Un irriducibile Deignan: caduto ieri, caduto oggi, è riuscito ad andare in fuga. Ai meno 25 il gruppo è ancora a tre minuti ed è chiaro che la vittoria andrà a uno dei battistrada. Ai meno 20, poco prima dell’ingresso in città e del circuito finale, iniziano gli scatti in testa alla corsa. Finale appassionante che si risolve sul filo di lana con la vittoria di Scarponi.
CLASSIFICA GENERALE — Nessuna variazione di rilievo in classifica nelle prime posizioni. Il russo Denis Menchov (Rabobank) ha sempre 26” di vantaggio su Danilo Di Luca (Lpr-Farnese) e 2’ su Franco Pellizotti (Liquigas-Doimo). Quarto Ivan Basso (Liquigas-Doimo) a 3’28”, quinto lo spagnolo Carlos Sastre (Cervelo) a 3’30”.
DOMANI VESUVIO— Il Giro dei 100 anni vedrà nella giornata di domani la sua terzultima tappa, forse una delle più belle, certamente la più attesa: da Avellino al Vesuvio, 164 chilometri. E’ il sesto e ultimo arrivo in salita della corsa rosa: si arriva sul vulcano che domina il golfo di Napoli. Dopo una salita di 13 chilometri: pendenza media 7,4%, massima 12%. Gli ultimi assalti di Basso, Pellizotti e soprattutto Di Luca alla maglia rosa Menchov.

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mercoledì 27 maggio 2009

Sul Blockhaus sorpresa Pelizzotti. Menchov una calamita

Primo trionfo per la Liquigas Doimo, nel giorno di una delle tappe più spettacolari di questo Giro del Centenario. La spunta un brillante Franco Pelizzotti partito a metà salita. Pronta la risposta anche di Di Luca che cerca in tutti modi di scrollarsi di dosso a maglia rosa Menchov ma il russo è una calamita. Perde qualche metro solo sul rettilineo finale.

Ma riavvolgiamo il nastro e andiamo al racconto della tappa numero 17.

LA CRONACA - Nella giornata della finale romana di Champions League tra Barcellona e Manchester United va in onda una tappa anomala di “soli” 83 km da Chieti alla salita del Blockhaus, con partenza nel primo pomeriggio. Dopo i primi chilometri, subito una fuga con una decina di uomini tra cui il più pericoloso che risponde al nome di Felix Cardenas. Prima dell’inizio del Blockhaus sono la Lpr di Di Luca e la Cervelo di Sastre in testa per cercare di riprendere i fuggitivi. Qualcuno pensa ad un attacco del vincitore del Tour ed invece non è giornata per Sastre che all’arrivo perderà quasi due minuti. Ad inizio salita scatta Szmyd e poi Pelizzotti, guadagnano poco, prima venti, poi quaranta, poi rasentano il minuto. Ad inseguirli i quattro migliori del Giro: Menchov, Di Luca, Basso e la maglia verde Garzelli. Sulla salita l’abruzzese cerca in tutti i modi di staccare il russo, con ripetuti scatti ma Menchov non molla. Ai meno 200 però quando Di Luca scatta per l’abbuono Menchov si pianta e perde cinque secondi, che sommati agli otto di abbuono significa che il russo è a ventisei secondi, per Di Luca c’è ancora la tappa del Vesuvio dove tenterà il tutto per tutto.

FAN PER DI LUCA – Migliaia di sostenitori, piazzati su ogni rampa dei 18 chilometri della salita verso il Blockhaus. Spingevano il nuovo idolo dell’Abruzzo. Rumorosi e forse un po’ delusi per il terzo posto del loro beniamino, che comunque è riuscito a riaprire, almeno un po’, la corsa. "Non ho parole per quello che ho visto in 80 chilometri - ha ammesso Di Luca -. Mai vista tanta gente in questo Giro. Lo scatto è la mia arma in più, spero che Denis ceda qualcosa, io non mollerò fino alla fine. C’è il Vesuvio dove la salita è più dura, e anche Anagni per gli abbuoni".

PELIZOTTI SUPER – Grande impresa per “il delfino di Bibione”, capace di compiere l’impresa già lo scorso anno con la cronoscalata a Plan De Corones. Forse in pochi avrebbe sperato che avrebbe portato a termine la sua impresa anche perché alle sue spalle le rapide fiammate di Di Luca sembravano che avesse i secondi contati ed invece…

FISCHI PER MENCHOV- Brutto episodio, e alquanto inusuale in uno sport come il ciclismo. Il cerimoniale è stato guastato dai fischi rivolti a Menchov e soprattutto a Garzelli. Quelli alla maglia rosa possono essere interpretati come l’espressione del timore per un avversario durissimo. Quelli a Garzelli invece hanno lasciato un segno diverso. "Non me l'aspettavo - dice Di Luca - io mi sto giocando il Giro e lui la maglia verde". "In questo giro non mi ha regalato niente nessuno - attacca il varesino dell’Acqua&Sapone-Mokambo - non vedo perché dovrei lasciare agli altri i piazzamenti. Danilo è un mio collega ma anche un mio avversario, io faccio la mia corsa anche perché il mio obiettivo è quello di raccogliere punti per la maglia verde". Pellizotti: "Gli sportivi del ciclismo non fanno questo, Menchov è un grande campione, non capisco questi fischi". Chiude il russo della Rabobank: "Capisco la reazione del pubblico, quando un campione è così amato tutto ciò può accadere". Un po’ come succede spesso nel calcio, ma forse non è l’esempio giusto da seguire.

DENIS CONVOCATO — La maglia rosa Menchov è stato convocato in Austria per l’inchiesta sul doping ematico legata al laboratorio Humanplasma di Vienna. Un caso che secondo alcune agenzie di stampa potrebbe aver subito nuovo impulso in seguito alle rivelazioni di Bernhard Kohl, ritiratosi dopo la squalifica di due anni per la positività all’Epo-Cera durante il Tour 2008. Il russo ha confermato di aver ricevuto la convocazione degli inquirenti austriaci per fatti che risalgono al 2007. "Questa storia non mi riguarda, non ne so nulla e non ho alcun problema a rispondere a ogni domanda - ha detto in conferenza stampa -".

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Doping nel ciclismo: si verrà mai a capo?

Ciclismo e doping: un legame inscindibile? Questo e tanto altro ancora è quanto abbiamo chiesto al Prof. Luciano Russi, docente di Pianificazione dei Media e Comunicazione dello Sport presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma.
Come mai nel ciclismo c'è sempre una sorta di esaltazione quando si trova un atleta positivo? Si verrà mai a cpo del fenomeno? Quali caratteristiche devono avere le campagne di sensibilizzazione?

Dopo il "salto" l'intervista completa!

Buona visione!!!


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lunedì 25 maggio 2009

Sastre tappa e terzo nella Generale. Menchov domina Di Luca. Basso non fa la differenza. In calo Leipheimer, crollano Simoni, Lovkvist.

l'attacco di Sastre.

Monte Petrano- 25 maggio 2009- Sastre l’uomo che non ti aspetti, l’uomo che non fa proclami vince al terzo scatto rispondendo in modo autoritario agli allunghi Di Luca, super Menchov che corre da padrone della corsa, nel finale brucia Di Luca.

LA GARA- La tappa Pergola-Monte Petrano (237km) il tappone appenninico del giro con 5000metri di dislivello vede in avvio il ritiro di Codol e al 2km il tandem Diquigiovanni Scarponi-De Bonis, poi seguono il tandem in 18 formando un groppone di venti corridori: tra questi gregari degli uomini classifica che potrebbero tornare utili più avanti come Ardila Cano-Tjallingii (rabobank), Bosisio (Lpr), Popovych (Astana), Carlstrom (Liquigas) e Wiggins, Brutt, Belotti, e a sorpresa Damiano Cunego. A 125km dall’arrivo massimo vantaggio 7’20’’, allo stesso km si ritira Gene. All’inizio del Monte Nerone iniziano a staccarsi in testa, e la tanto criticata Rabobank, definita all’inizio squadra poco valida testimonia il contrario, controlla la corsa e con due uomini in avanscoperta e Ten Dam e altri due con Menchov, mentre gli altri salgono a coppie, Agnoli si stacca e lascia solo i capitani Liquigas. In avanti attaccano Scarponi e Cunego si aggregano Popovych e Bosisio che non tirano un metro perché servono d’aiuto ai capitani. Si ritira Soler.

CATRIA- Sul Catria, Cunego prova ad avvantaggiarsi stacca Scarponi, ma non è in crisi lui conosce a memoria le salite del percorso, mentre Popovych e Bosisio. Alle pendici del Catria, perde contatto Lovkvist, mentre il rivale per la maglia bianca, Seeldrayers rimane nel gruppo Maglia Rosa. Perdono contatto i due compagni di Menchov, rimangono Ten Dam e Ardila. Anche Simoni nei primi chilometri del Catria si stacca. Scarponi senza strafare si riporta sul terzetto di testa. Anche Rogers si stacca dai migliori, poi grazie a Possoni rientra. Nessun attacco sul Catria, Basso non si vede, la Rabobank tiene unitala corsa. Sul Catria scollina per primo Cunego e in discesa Popovych prova ad andare, guadagnando 13’’ su Cunego, mentre Bosisio sbaglia una curva. Foratura per Leipheimer l’Astana blocca un paio di compagni dell’americano. Popovych guadagna 1’15’’ in discesa sul Gruppo Maglia Rosa, il suo compagno Leipheimer rientra.

MONTE PETRONE- Cunego resta a 30’’ da Popovych, Carlstrom tira per Basso e Pellizzotti. Poi Pauwels per Sastre ma il primo allungo di Basso, ma rispondono tutti i grandi tranne LEipheimer che al 2°km perde contatto Pellizzotti dopo la crisi iniziale sale del proprio passo. Il quartetto Sastre, Di Luca, Basso, Menchov viene scosso dai tre tentativi di Sastre, che al terzo distanzia glia altri. Risponde Basso ma la risposta non sembr convincente. Menchov e Di Luca si studiano e consentano a Valjavec e Garzelli di rientrare. Ma una nuova fucilata di Di Luca rimanda dietro Garzelli, sempre a ruota Menchov. Ripreso Cunego e ai -2km ripreso anche Popovych. Nel finale Basso ai 700metri viene raggiunto da Di Luca e Menchov con quest’ultimo che vince la volata per il secondo posto davanti a Di Luca. Sastre chiude primo ma nel finale non ha guadagnato granché. Garzelli quinto a 1’19’’ precede Pellizzotti e Masciarelli, perde circa tre minuti Leipheimer, crolla la maglia bianca Lovkvist a 24’ e Simoni 20’. Basso avrebbe attaccato prima, ma oggi giornata nera anche per i gregari Agnoli e Szmyd.

PAGELLE
PROMOSSI:
SASTRE 9: Ha il pregio di non fare proclami ed essere l’uomo giusto al momento giusto. Vince una tappa sfruttando le doti di Grimpeur, ma ottiene meno del previsto,almeno ci ha provato. Diesel.
MENCHOV 8: Il russo corre da padrone della corsa. Basso,Sastre e Di Luca provano a staccarlo, ma lui è il primo a ricucire tutti gli strappi. Nel finale anticipa anche Di Luca, lascia andare quel tanto che basta Sastre. Padrone del Giro.
POPOVYCH 7: Il povero Yaroslav si fa 235 km di fuga e viene ripreso ai -2km dal traguardo. Quando vede arrivare Sastre gira la faccia e impreca. Fatica immane con il caldo di oggi. Coraggioso.
BASSO 6.5: Non è il Basso che fa la differenza, Menchov sembra più in forma, ha provato ma non è andato. Paga anche la giornata no di due preziosi gregari come Agnoli e Szmyd. L’importante è partecipare.
CUNEGO 6.5: Damiano è stato giustamente bistrattato dalla nostra rubrica. Oggi prova d’orgoglio del Piccolo Principe. Ma nella discesa finale perde la ruota di Popovych e sfinito non lo riprende più. Orgoglio ferito.

BOCCIATI:
LOVKVIST 5: il ragazzino dopo la prima settimana, crolla nel tappone appenninico odierno e perde la maglia bianca in favore di Seeldrayers e termina dietro Masciarelli (voto 8). Scarico.
LEIPHEIMER 4: il capitano Astana non va. Perde contatto al 2km poi grazie ad un gregario di lusso come Lance Armstong (voto 8) limita i danni e arriva a 3’. Assente ingiustificato.
SIMONI 4: Tutti pensavano che i 18 minuti persi ieri fossero una tattica, per vederlo attivo e pimpante oggi. Il vecchio Gibo si stacca sulle prime rampe del Catria. Andato.

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